lunedì 1 aprile 2019

MEA CULPA

Io, il M5seghe e come tradii me stesso.

di Fabrizio Dresda


Davanti ai fatti, la ragione non si può opporre.
G. Leopardi
Lo so, devo fare mea culpa.

Devo chiedere scusa a tutti quelli cui ho offerto la mia candidatura, in un movimento indecente, insozzando l’immagine del fruttarismo.

Devo chiedere scusa per primo a me stesso, in quanto ho pensato di potermi infiltrare e rompere il muro del silenzio, e dare voce a ciò che voce non ha, ma, nello stesso tempo, infangando la nostra nobile spinta ideale nel mare di melma della piccola borghesia addomesticata e farisea.

Non sono mai stato un grillino, ho sempre disprezzato dentro di me questo movimento-azienda, becero, inetto, filisteo, fondato da uno psico-comico (o comico psichico) e da un nerd incappucciato, entrambi con evidenti e pesanti deficit cognitivi.

Ho sempre disprezzato la marmaglia grilliota, lontana anni luce dalla mia formazione culturale e politica. Mentre, loro affetti solo da deformazione biologica e neurologica, portato inevitabile della coprofagia domestica e di quella sottocultura di massa che bene si esprime nella formula: demenza digitale.

Seppure lontanamente, mi sono illuso di scardinare, da una via d’accesso che il destino casualmente mi aveva offerto, un sistema che ricerca ed alleva solo scimmiette ammaestrate da usare come guardiani della cloaca di Stato.

Chiedo scusa, quindi, a tutti, e per primo a me stesso, di aver infangato il mio nome e la mia persona, e ciò costituirà sicuramente un’onta per lungo tempo nella mia anima.

Mi vergogno di aver firmato uno statuto che solo dei poveri minus habens possono accettare senza il minimo ritegno. 
https://s3-eu-west 1.amazonaws.com/associazionerousseau/documenti/statuto_MoVimento_2017.pdf

Mi vergogno di essere stato affianco di lacchè, e del loro servile sussiego verso il beneamato Capo(cchia) politico, ovvero l’uomo immagine(tta) della Casa-loggia Associati. Questi hanno dimostrato, al di là di ogni ragionevole dubbio, come amino circondarsi da uomini-zerbino, squallidi signor-sì e servi sciocchi (scilet tutti i loro portavoce, e tutti gli utili idioti di turno).

Mi vergogno,per portare avanti la causa del fruttarismo e della libertà, di aver dovuto tollerare l'intollerabile come di aver fatto parte di un movimento che non è anche un partito-azienda, ma è solo un’azienda. Pensate è l’unico movimento che è nato dalla rete (sì, ma quella della fratellanza) che gestisce gli adepti con una piattaforma privata (Trouffeau), invece di utilizzare una piattaforma open source, come sarebbe logico. Ma per i grillioti la trasparenza e la democrazia sono optional (data la loro sub-cultura).

Mi vergogno di essermi mischiato con un governo che si candida ad essere tra i peggiori della storia repubblicana (e non solo) e che crede di comprare l’anima delle persone con l’elemosina di stato (un atto dovuto) e la quota-latte (di littorale memoria).

Mi vergogno di questo governo criminale che attenta ogni giorno alla saluta della popolazione volendo inoculare la merda vaccinale negli indifesi e promuove l’ignoranza ciclopica delle masse silenziose. Si veda l'indecente accordo Grillo-Burioni-Renzi.

O come non vedere il suo comportamento insulso sulle questioni Ilva, Tap, Muos, Tav e quant’altro. Ma più di ogni altro la sua volontà di portare avanti il 5G: un dichiarato atto di guerra contro la popolazione.

Mi vergogno di questo governo filo-pidduista, che propone la riduzione del numero dei parlamentari con una retorica demagogica nauseante, favorendo l’instaurarsi di una più bassa rappresentanza popolare e favorendo l’oligarchia tecnocratica. Non a caso questo era uno dei punti fondamentali del Piano di Rinascita democratica e della Commissione Trilaterale.
Come voleva Albert Camus, di fronte a questo bisogna provare solo disprezzo; ovvero verso questi miseri servi di Mammona e amici-sguatteri del Giaguaro.

Ora, a futura memoria (e a futura espiazione), mi piace invocare l’angelo della Storia, di cui ci parlava il grande Walter Benjamin, che con la sua spada di fuoco riportava indietro nella fanghiglia, da cui proveniva, tutto ciò che era contrario alla vita.
Diamogli una mano.




martedì 22 maggio 2018

Aspettando Bilderberg


di Fabrizio Dresda


Risultati immagini per bilderberg blindato

L'Italia in questi due giorni è sede di due importanti eventi politici, ovvero la formazione del nuovo governo che vede per la prima volta nella storia internazionale andare al potere un movimento politico nato dalla rete e nello stesso tempo la nostra penisola sarà sede, con molta probabilità, tra poche settimane (nei primi di giugno), della riunione riservatissima di quello che viene considerato il governo ombra mondiale ovvero il gruppo Bilderberg (si veda, al riguardo, le dichiarazione del compianto Ferdinando Imposimato), la cui longa manu arriva fino all'attuale governo pentamassonico. Il Bilderberg si incontra una volta l'anno in una località blindatissima non aperta né alla stampa né ai cittadini, ed annovera tra i suoi ospiti fissi e gli invitati i più importanti esponenti dell'establishment occidentale, ovvero: ministri, presidenti del consiglio, parlamentari, banchieri, industriali, manager, direttori dei più importanti mezzi di comunicazione, alte personalità del mondo accademico. Questi si riuniscono a porte chiuse per discutere e decidere sulle future strategie politiche economiche ed ideologiche a cui si devono attenere i vari Stati nazionali e le più importanti istituzioni nazionali. 

giovedì 19 aprile 2018

VOGLIAMO TUTTO E SUBITO

Per un nuovo '68

di Fabrizio Dresda


“Vi seppelliremo con una risata”

Quest’anno ricorre il cinquantenario del ’68, ovvero forse del più importante movimento politico e culturale dell’epoca moderna. Ovviamente, l’anno di grazia 1968 è solo un simbolo e l’acme di quella protesta senza eguali che in realtà si è sviluppata lungo l’arco di un intero ventennio, inondando gli anni ’60 e ’70. Il ’68 fu un movimento intellettuale e sociale assolutamente profondo, colto, appassionato; che direttamente o indirettamente lasciò un segno in tutte le manifestazioni sociali e culturali della nostra società: cinema, arte, musica, letteratura, filosofia, scienza, politica, costume. 
Qui non entreremo, ovviamente, nei dettagli del dibattito storiografico e filosofico su origini, evoluzioni e lasciti di quel periodo; ma ci limiteremo a sottolineare come, forse, mai prima[1] si siano messi in discussione, all’insegna di una critica radicale e puntuale, non solo alcuni aspetti della vita moderna, magari mediocremente da riformare, ma, fin dalle sue fondamenta, la civiltà e la cultura tout court ("Nessuna sostituzione, la struttura è marcia"; "Il masochismo oggi assume la forma di riformismo")

sabato 27 gennaio 2018

MARIA, per niente PIA

Le avventura di una scuola alla periferia dell'impero nel tempo della bassa propaganda

di Fabrizio Dresda


Le vie della propaganda sono infinite, e possono passare anche da un calendario allestito dagli ignari scolaretti di un istituto superiore alla periferia dell'impero

martedì 9 gennaio 2018

NOSTRA SIGNORA DELL'USURA

ovvero, (volenti o nolenti) tutti gli amici del giaguaro

di Fabrizio Dresda




Il sistema politico ed economico mondiale è governato in modo teocratico, da pochi grandi istituzioni finanziare che controllano tutte le più grandi multinazionali che gestiscono il mercato di armi, droga,  petrolio, gas, carbone, farmaci, cibo e chi più ne ha più ne metta

sabato 30 dicembre 2017

ILVA: VENDE ROTHSCHILD COMPRA ROTHSCHILD

ovvero il banco vince sempre
di Fabrizio Dresda


Risultati immagini per banchieri e popolo

Quasi un secolo or sono, affermava, il buon Ezra Pound, che "i politici sono i camerieri dei banchieri"; difficile da smentire, anzi pare che spesso siano retrocessi a mansioni ancora più secondarie, magari  a quello di lavapiatti o di lustrascarpe

venerdì 1 dicembre 2017

MORS TUA, MORS MEA

Storia di una mozione al vento
di Fabrizio Dresda

E' vero; nel villaggio globale, la follia è endemica, ed anche la città di Taranto  sembra non esserne da meno

giovedì 16 novembre 2017

Credere, obbedire, vaccinare

ovvero, la catechesi dell'inoculazione

di Fabrizio Dresda


“Il vaccino come dovere morale e sociale” recita il titolo della prossima omelia della Fattoressa molecolare e del suo fido scudiero esperto di immunologia clinica

lunedì 7 agosto 2017

I Testimoni di Malon

Ovvero il frutto-melarismo in mezzo al guado



Avviso: il presente articolo ha il solo ed esclusivo scopo di spronare con affetto tutti gli amici fruttariani affinché il fruttarismo affondi le sue radici nel rigore del pensiero, e giammai nel fanatismo delle credenze religiose

mercoledì 14 giugno 2017

Fruttarismo 2.0

Nelle forche caudine del villaggio globale




“Il medium è il messaggio”
Marshall McLuhan

Negli ultimi tempi il mondo del fruttarismo ha conosciuto una certa visibilità mediatica con ovviamente tutti i vantaggi e gli svantaggi a questo tipo di apparizioni connaturate

sabato 27 maggio 2017

La dittatura del vibrione

I vaccini e la scemunizzazione di massa

di Fabrizio Dresda




Mettiamo  subito in chiaro una cosa. Il nostro corpo è predisposto, dal punto di vista anatomico e fisiologico, per scambiare con l’ambiente  fondamentalmente solo: aria, tramite naso e pelle, luce solare tramite occhi e pelle; cibo (ovviamente solo frutta), tramite la bocca

giovedì 25 maggio 2017

Fruitarian Gigolò

Nel caravanserraglio del fruttarismo improponibile e della sua gioventù bruciata
Pape Satàn, pape Satàn aleppe
Dante Alighieri, "Divina Commedia" (Paradiso: VII, 1-6)

Questo è un articolo che non avrei mai voluto scrivere, dato che mi tocca scriverlo con lingua biforcuta pronunciando parole al vetriolo. Ma questo articolo contro il fruttarismo (insostenibile) è scritto per il bene del fruttarismo stesso

martedì 16 maggio 2017

One man, one neuron

(La mente, fuori uso. 2)

Una litania per la civiltà




Nel precedente articolo abbiamo parlato del delirio civilizzato, ora lo celebriamo per esorcizzarlo

venerdì 12 maggio 2017

La mente, fuori uso.

L’uomo, la civiltà e lo stato alterato di coscienza
di Fabrizio Dresda




A mo’ di premessa.
Devo sinceramente ammettere che il presente articolo non certo si mostra tenero con il lettore che si avventuri nella sua lettura, questo sia per l’argomento trattato che per il (ci-)piglio con cui è stato scritto, insomma un articolo che sinceramente è “per tutti e per nessuno”

mercoledì 3 maggio 2017

Igienismo: pro e contro

Alla ricerca della vita naturale
di Fabrizio Dresda



Una fonte importante per la formulazione del fruttarismo sostenibile e della società naturale (o almeno, sostenibile) è rappresentata sicuramente dall’igienismo (o igiene naturale) affermatosi negli ultimi due secoli, principalmente tra le due sponde dell’Atlantico, un movimento di pensiero che annovera tra le sue fila autori più o meno noti come: Graham, Jennings, Tilden, Shelton, Mosseri e via dicendo

domenica 16 aprile 2017

Figli di un dio minore

di Fabrizio Dresda




Possiamo tranquillamente affermare che i bambini che nascono nella civiltà moderna (in particolare) siano senza ombra di dubbio figli di un dio minore, destinati sin prima della nascita (si potrebbe dire sin dal concepimento) ad essere semplici polli d’allevamento, quando va bene, altrimenti solo carne da macello

mercoledì 5 aprile 2017

Se volete, chiamatela... costipazione


Ovvero, il colon come il pozzo nero della civiltà
di Fabrizio Dresda




“Tutte le malattie hanno origine nell’intestino” Ippocrate

Il nostro sistema gastrointestinale riveste un ruolo di importanza decisiva per il nostro metabolismo e la salute del nostro organismo. Esso svolge diverse funzioni a cominciare da quella fondamentale di digestione, assorbimento ed assimilazione del cibo ingerito

mercoledì 15 marzo 2017

La risibile ascesa del cibo aspecifico

Gli allergeni alimentari nella dieta civilizzata 
di Fabrizio Dresda




Che il cibo apecifico (cioè tutto ciò che viene considerato cibo, esclusa la frutta) sia incompatibile con la specie umana emerge anche dai centri di ricerca alle dipendenze della macchina industriale della produzione alimentare

mercoledì 1 marzo 2017

Colpirne uno, per educarne cento

Risposta a “Il falso mito dell’uomo frugivoro”


di Fabrizio Dresda





Sulla rete girano spesso articoli senza arte né parte sull’argomento fruttarismo, di conseguenza per una corretta divulgazione dell’argomento e per la futura salute mentale degli utenti ci impegniamo a scegliere un articolo esemplare di mala e sconnessa informazione, animati dall’intento di “colpirne uno, per educarne cento”

domenica 29 gennaio 2017

REQUIEM PER IL CARNISMO

Ovvero come la necrofagia animale ha i giorni contati

di Fabrizio Dresda







Nonostante le numerose evidenze scientifiche che mostrano inequivocabilmente i danni fisiologici ed ambientali del consumo di carne, una fetta consistente della opinione pubblica e della comunità scientifica, sicuramente a causa dell’assuefazione alla necrofagia, continua a bandire la necessità del suo consumo. Non solo, anche parti di una cultura alimentare critica verso l’establishment (si veda istintoterapia, paleodieta, crudisti, ecc.) vede nel consumo di cadaveri animali una necessità biologica